La fatturazione elettronica si sta gradualmente affermando, ma c’è ancora molta confusione intorno ad essa: PDF, e-mail, piattaforme, orari, obblighi, ecc.
Queste idee preconcette possono dare l’impressione di essere pronti, mentre in realtà alcuni punti chiave sono stati fraintesi.
Vediamo le idee sbagliate più comuni e la realtà normativa di cui dovete essere consapevoli per anticipare la riforma con serenità.
Mito n. 1: “Una fattura PDF inviata per e-mail è una fattura elettronica”.
Falso
Una fattura in formato PDF, anche se inviata elettronicamente, non costituisce una fattura elettronica ai sensi della riforma.
Una fattura elettronica deve essere emessa, trasmessa e ricevuta in un formato strutturato che consenta un’elaborazione automatica e sicura tramite una piattaforma approvata e riconosciuta dallo Stato.
→ Da ricordare: PDF ≠ fattura elettronica regolamentare.
Mito n. 2: “Le fatture B2B possono continuare a essere inviate via e-mail”.
❌ Falso
Per le transazioni B2B tra soggetti passivi IVA stabiliti in Francia, le fatture dovranno transitare attraverso una piattaforma interoperabile riconosciuta dallo Stato.
→ Ricordate: non si tratta solo di un cambio di formato, ma di un cambio di canale.
Mito n. 3: “Le PMI sono interessate solo dal 2027 in poi”.
ℹ️ per essere qualificati
Anche se l’obbligo di emissione sarà introdotto gradualmente (2026 per le grandi imprese/ETI, 2027 per le PMI/TPE/microimprese), l’obbligo di ricezione scatterà per tutti il 1° settembre 2026.
→Nota bene: la ricezione è obbligatoria prima della trasmissione.
Mito n. 4: “I microimprenditori o le società esenti da IVA non sono interessati”.
❌ in generale Falso.
La riforma riguarda le imprese soggette all’IVA (che è diverso da “soggette al pagamento”). Molte microimprese rimangono interessate, almeno per la ricezione e, a seconda dei casi, per la trasmissione B2B. (Si veda l’articolo: Fatturazione elettronica obbligatoria: le microimprese sono interessate?)
→ Ricordate: “franchising” non significa “fuori campo”.
Mito n. 5: “Dovete scegliere la stessa piattaforma dei vostri clienti o fornitori”.
Falso
Le piattaforme sono progettate per essere interoperabili. Ogni azienda può scegliere la piattaforma che le conviene, indipendentemente da quella dei suoi partner.
→ Ricordate: la scelta della piattaforma è individuale.
Mito n. 6: “Il portale pubblico sarà sufficiente per inserire e gestire le fatture”.
❌ Falso
Il portale di fatturazione pubblica svolge principalmente un ruolo di directory e di centralizzazione dei dati per l’amministrazione.
In pratica, le aziende devono affidarsi a un’organizzazione e a strumenti adeguati per gestire i flussi di fatturazione.
→Ricordate: la conformità dipende tanto dall’organizzazione quanto dal canale tecnico.
Mito n. 7: “Con la fatturazione elettronica, gli obblighi di rendicontazione scompaiono”.
Falso
L’obiettivo della riforma è quello di facilitare gli scambi e, in ultima analisi, alcune precompilazioni, ma gli obblighi di comunicazione rimangono.
Le aziende restano responsabili del controllo e della convalida dei dati trasmessi.
→ Ricordate: automazione non significa eliminazione dei controlli.
Cose da ricordare
- Un PDF inviato via e-mail non è una fattura elettronica conforme.
- La fatturazione elettronica richiede piattaforme interoperabili.
- Da settembre 2026 sarà obbligatorio per tutti ricevere fatture elettroniche.
- La questione è progressiva a seconda delle dimensioni dell’azienda.
- La riforma riguarda sia l’organizzazione interna che gli strumenti utilizzati.
Dove si inserisce Azopio
La fatturazione elettronica non è solo un cambiamento tecnico. Richiede un migliore controllo dei documenti, dei flussi e della tracciabilità.
Azopio supporta questa transizione aiutando a strutturare la pre-contabilità, a centralizzare i documenti e a rendere più affidabili gli scambi con il commercialista, in modo da affrontare la riforma con maggiore chiarezza e tranquillità.